Cittadinanza

E' il rapporto che lega un soggetto ad uno Stato determinando il sorgere di diritti e di doveri che scaturiscono da tale situazione.

I diritti

La cittadinanza italiana implica:

  • L'acquisto di diritti politici (il diritto di voto alle elezioni locali e nazionali nonché il diritto di essere eletto alle cariche pubbliche).
  • Il diritto di accedere senza limitazione (previo concorso) ai posti di lavoro pubblici.
  • Il rilascio del passaporto: lo straniero che diventa cittadino ha il diritto di circolazione e soggiorno nel territorio italiano e dell'Unione Europea.
  • Il diritto di stabilirsi in Italia anche per i familiari (entro il 4° grado).

 

Cittadinanza nella storia

Come testimonia la radice del termine "CIVITAS" la cittadinanza affonda le proprie radici nell'appartenenza ad una città.
Il concetto di cittadinanza nel mondo antico ha avuto una grande influenza sulla cultura politica occidentale
Fondamentale l'idea, propria della cittadinanza romana, che allo status di cittadino fossero inerenti dei diritti.
Nel diritto romano la cittadinanza si caratterizzava come una forma di tutela giuridica che assicurava il riconoscimento di una serie di diritti e di garanzie dalla quale lo straniero (PEREGRINUS) era escluso.
L'idea di cittadinanza nell'antica Roma si è affermata e diffusa con gradualità concedendo prima ad alcuni, poi a molti dei popoli conquistati il diritto di cittadinanza.
Con l'editto di CARACALLA del 212 a.C. il diritto di cittadinanza fu esteso a tutti gli abitanti dell'impero.
A Roma la cittadinanza non venne fatta dipendere dall'essere nati o meno da genitori romani.
In sostanza a Roma si affermò una concezione giuridica della cittadinanza e non più biologica: cittadino non è chi nasce da genitori già cittadini di quello Stato, ma chiunque fa parte di una certa società perché obbedisce alle sue leggi e quindi partecipa al suo sviluppo.
In epoca medievale il rapporto di cittadinanza era ancora quello che legava il cittadino alla città ma comportava anche un legame di fedeltà verso il signore che la governava.
L'appartenenza alla città comportava anche il rispetto di determinati doveri civici.
Nelle città vi erano persone che godevano a pieno titolo del diritto di cittadinanza e altre con diritti politici solo limitati.
Con la rivoluzione francese nasce il concetto moderno di cittadinanza, collegata ad altri concetti come quello di Stato, diritti, libertà, eguaglianza e nazione.
La stessa parola cittadino divenne il simbolo dell'eguaglianza di tutti di fronte alla legge.
La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789 proclamava la sovranità di un popolo  formato da uomini liberi e uguali.
Il nuovo rapporto di cittadinanza è quello che si instaura tra il cittadino e lo Stato nazionale.
Nella fase odierna, che ha inizio con la Dichiarazione dei diritti dell'uomo del 1948, l'affermazione dei diritti diventa universale, nel senso che titolari dei diritti non sono i cittadini di questo o quello stato ma tutti gli uomini in quanto tali. Tutti gli uomini sono quindi titolari di diritti fondamentali riconosciuti e protetti.
Legge 5 febbraio 1992, n.91 e relativi Regolamenti di esecuzione, introdotti con D.p.r. del 12 ottobre 1993, n.572 e D.p.r. 18 aprile 1994, n.362.

Principi
La cittadinanza si basa sui principi:

  • dello "ius sanguinis";
  • dell'uguaglianza tra l'uomo e la donna;
  • della volontarietà per l'acquisto e la perdita;
  • della limitazione dei casi di apolidia.

Caratteristiche fondamentali

  • Abrogazione espressa di tutte le norme precedenti.
  • Ammissibilità del possesso da parte del soggetto di più cittadinanze.
  • Equiparazione di diritti indipendentemente dal sesso.
  • Abolizione degli automatismi esistenti nelle precedenti normative; i pochi rimasti sono  guidati dalla volontà dell'interessato.

Le disposizioni contenute nella legge disciplinano in merito all'acquisto, la perdita ed il riacquisto della  cittadinanza italiana, risultando così una normativa  organica e completa.

 

La cittadinanza si può conseguire in via immediata:
Automaticamente

  1. Per nascita da genitore italiano;
  2. Per nascita  sul territorio italiano:  in ogni caso in cui i genitori siano ignoti o apolidi o non trasmettano la propria cittadinanza al figlio secondo la legge dello Stato al quale appartengono; nel caso in cui il figlio di ignoti venga trovato sul territorio italiano;
  3. Per riconoscimento di filiazione naturale, durante la minore età del figlio (nel caso in cui il figlio riconosciuto sia maggiorenne, è necessaria l'elezione di cittadinanza da parte sua entro un anno dal riconoscimento);
  4. Figli minorenni conviventi di naturalizzati.
  5. Per adozione (durante la minore età): se è maggiorenne può acquistare la cittadinanza per naturalizzazione dopo 5 anni di residenza.

La cittadinanza si può conseguire: 

A domanda
  1. Nato in Italia e residente dalla nascita (dichiarazione tra 18 e 19 anni in Comune - per tutti a prescindere dalla cittadinanza del genitore).
  2. Avi italiani fino al 2° grado:
    • Svolgendo il servizio militare nelle Forze Armate Italiane (in desuetudine per effetto dell'abolizione della leva obbligatoria);
    • Assumendo un pubblico impiego alle  dipendenze dello Stato, anche all'estero;
    • Risiedendo legalmente in Italia da almeno due anni al raggiungimento della maggiore età. (dichiarazione tra 18 e 19 anni in Comune).

 

La cittadinanza si può conseguire:

Su richiesta
  1. Per matrimonio: residenza legale in Italia per almeno sei mesi dopo il matrimonio oppure tre anni se residente all'estero (art. 5)
  2. Per residenza ininterrotta nello Stato (art. 9):
    • 10 anni per i cittadini extracomunitari;
    • 5 anni apolidi – rifugiati politici – figli maggiorenni di naturalizzati – adottati in maggiore età;
    • 4 anni cittadino di un paese membro dell'Unione Europea;
    • 3 anni per i nati in Italia e per i discendenti da cittadino italiano per nascita fino al 2° grado.

Può inoltre presentare domanda lo straniero che ha assunto un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all'estero, per almeno 5 anni.

 

I requisiti (tutti):

Per matrimonio con cittadino/a italiano/a
  • Residenza legale in Italia per un periodo di almeno sei mesi dopo il matrimonio oppure tre anni di matrimonio se residente all'estero;
  • Validità del matrimonio (non annullato);
  • Assenza di condanne penali nei casi indicati dalla legge;
  • Assenza di cause ostative connesse alla sicurezza nazionale.

Per naturalizzazione

  • Residenza legale ed ininterrotta sul territorio italiano per il periodo richiesto a seconda dei casi;
  • Assenza di precedenti penali;
  • Reddito sufficiente  (capacità contributiva).

 

Presentazione di nuove istanze:

Documenti  necessari (art.5 e art.9)
  1. Estratto originale dell'atto di nascita del Paese di origine completo di tutte le generalità (tradotto e legalizzato dall'autorità diplomatica o consolare italiana presente nello stato di origine) nonché la paternità e la maternità del richiedente;
  1. Certificato penale del Paese di origine e dei Paesi in cui si è risieduto (tradotto e legalizzato dall'autorità diplomatica o consolare italiana presente nello stato) AUTOCERTIFICABILE solo dai cittadini comunitari;

Art 5

Art 9 (tutto AUTOCERTIFICABILE)

  • Estratto dell'atto  di matrimonio del Comune italiano presso il quale è stato trascritto;

AUTOCERTIFICABILI:

  • Residenza;
  • Stato di famiglia;
  • Carichi pendenti;
  • Dichiarazione sostitutiva di cittadinanza italiana del coniuge.
  • Residenza;
  • Stato di famiglia;
  • Carichi pendenti;
  • Copia  modelli UNICO 740 o 101 del triennio antecedente la domanda.

Dovrà essere inoltre consegnata copia documento di riconoscimento e permesso di soggiorno

 

Come si perde:

Per rinuncia
  • Da parte dell'adottato maggiorenne per revoca dell'adozione non imputabile allo stesso;
  • Da parte di chi risiede all'estero e possiede un'altra cittadinanza ( rinuncia formale);
  • Al raggiungimento della maggiore età da parte di chi, in possesso di un'altra cittadinanza, ha conseguito quella italiana durante la minore età.

Automaticamente

  • In caso di revoca dell'adozione per fatto imputabile all'adottato;
  • Per non aver ottemperato al divieto del Governo di svolgere il servizio militare o un incarico pubblico presso uno Stato estero, anche durante lo stato di guerra (in quest'ultima ipotesi anche se ne ha acquistato la cittadinanza);
  • Per annullamento del matrimonio.

 

Come si riacquista:

Attraverso domanda
  • Svolgendo il servizio militare nelle Forze Armate Italiane;
  • Assumendo o avendo assunto un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato anche all'estero;
  • Stabilendo entro un anno dalla dichiarazione la residenza in Italia;
  • Da parte della donna che aveva perso la cittadinanza per matrimonio contratto con cittadino straniero.

Automaticamente
Dopo un anno di residenza in Italia, salvo espressa rinuncia entro lo stesso termine (ex cittadino che aveva perduto la cittadinanza italiana).

 

A chi va indirizzata la domanda?
La domanda di acquisto della cittadinanza va indirizzata al Ministero dell'Interno e va presentata alla Prefettura della Provincia di residenza se la residenza è in Italia oppure all'autorità diplomatico-consolare italiana se la residenza è all'estero.

Per la Provincia di Roma:
Prefettura di Roma
Area  IV/bis Diritti Civili, Cittadinanza, Condizione giuridica dello straniero, Immigrazione e diritto di asilo.
Piazza Tommaso DE CRISTOFORIS , 3  00159  ROMA

Ricevimento Pubblico Martedì  e  Giovedì 
Orario:  9.00 – 13.00

 

Modalità di ricevimento del pubblico

Accesso di tutti gli  utenti dall'ingresso Piazza de CRISTOFORIS n. 3 agli Sportelli.
Al momento del contatto con l'operatore di sportello viene individuata la tipologia di richiesta  formulata dall'utente che sarà smistato, secondo l'esigenza rappresentata, con le seguenti modalità:

Direttamente allo Sportello  vengono  svolti i seguenti servizi:

      1. Consegna  modulistica;
      2. Ritiro documentazione integrativa e rilascio della relativa ricevuta;
      3. Informazioni circa lo stato della pratica;
      4. Consegna numero agli utenti che devono accedere agli uffici.

Per quanto riguarda:

      1. Presentazione di nuove istanze
      2. Consegna  Decreto di concessione della cittadinanza

L'attività si svolge secondo le seguenti modalità:
Sarà assegnato all'utente un numero e sarà invitato ad accedere agli uffici dalla parte posteriore (passo carrabile) - l'attesa del pubblico avverrà nella "sala d'attesa"  già adibita allo scopo per gli utenti dello Sportello Unico Immigrazione (stanza n. 14) e la ricezione nella stanza n. 15.

Dal 20 febbraio 2006 è entrato in vigore un nuovo programma informatico (SICITT) che prevede la completa gestione automatizzata di tutte le fasi del procedimento di concessione della cittadinanza, con l'eliminazione dei passaggi cartacei, e la trasmissione  della documentazione per via telematica mediante scansione effettuata contestualmente all'inserimento delle istanze.

Dettaglio procedura
La nuova istanza viene presentata a mano: contestualmente viene effettuata la verifica ed il controllo della documentazione e successivamente l'inoltro per via telematica al Ministero dell'Interno. Contestualmente viene avviata l'istruttoria prevista mediante richiesta di informazioni e documenti ai seguenti interlocutori:

  • Questura: dati relativi all'ingresso e soggiorno – eventuali precedenti e pendenze penali;
  • Procura della Repubblica: carichi pendenti;
  • Comune (solo per matrimonio): estratto dai registri di matrimonio del comune italiano presso il quale è stato trascritto.

Tempi medi di risposta:
Questura
Per Art. 5:  7/8 mesi    
Per Art. 9:  più di un anno

Comune
2 /3 mesi

Procura della Repubblica:
2 /3 mesi

Una volta completato il fascicolo con l'acquisizione di tutta la documentazione e gli  elementi informativi viene formulato il parere che potrà essere favorevole o contrario (motivato). Il parere viene inviato per via telematica al Ministero che acquisirà anche quello degli organi competenti ad esprimersi in merito all'assenza di cause ostative connesse alla sicurezza nazionale.
Dopo circa un anno viene emesso il decreto successivamente trasmesso alla Prefettura per la convocazione dell'interessato e la notifica dello stesso.
Contestualmente alla consegna del decreto vengono informati: Comune ai fini del giuramento, Ministero (per via telematica), Questura.
Una volta  che il Comune informa circa la data dell'avvenuto giuramento, vi è l'inoltro al Ministero della comunicazione di tale evento e la pratica può dirsi conclusa.

Tempi

Il termine di definizione del procedimento è stato determinato in 730 giorni, termine che difficilmente si riesce a rispettare, nonostante l'impegno del personale addetto, sia a causa della complessità dell'istruttoria che dell'enorme mole di arretrato venutasi a creare nel tempo.