POR-Programma Operativo Regione
Lazio 2007 - 2013
PET - 2008/2010 - Asse INCLUSIONE SOCIALE
Avviso Pubblico “INTERVENTI PER
L’INCLUSIONE SOCIALE”


Mindm@pping è un progetto di sensibilizzazione finalizzato al contrasto dei fenomeni discriminatori, di bullismo e di razzismo, al rispetto delle diversità e al dialogo interculturale tra famiglie italiane e straniere, finanziato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

Gli obiettivi generali delle azioni del progetto consistono nell’affrontare le tematiche, attraverso un percorso misto di informazioni, conoscenze ed esperienze volte all’abbattimento dei pregiudizi, che alimentano le mappe mentali che sono alla base dei fenomeni di intolleranza.

Il Progetto mindm@pping, è in corso di realizzazione nella città di Roma, quartiere Borghesiana (VIII municipio), presso l’Istituto Comprensivo Scolastico Statale “Marco Polo”. Un territorio dove la popolazione straniera è pari all’8,0% sul totale della stessa; rappresentando, sui 20 municipi della Capitale, l'8° municipio per densità di cittadini stranieri. Con una presenza di minori stranieri pari al 22,1% sul totale della popolazione straniera residente nel VIII municipio(1).

(1)Cfr. Caritas di Roma, Osservatorio Romano sulle Migrazioni. Terzo Rapporto, Edizioni IDOS, Roma, 2007

L’intento del progetto è quello di affrontare i pregiudizi, quali precursori dei fenomeni discriminatori di intolleranza e di razzismo, mediante una duplice azione:
 
 
L’attivazione nelle II classi di "laboratori formativi/interculturali" all’interno dei quali, sarà possibile per gli alunni acquisire informazioni e competenze utili alla decodifica di comportamenti ed azioni differenti dalle abituali modalità comportamentali e, attraverso un apprendimento esperenziale, acquisire un approccio mentale flessibile, maggiormente propenso all'apertura ed al dialogo interculturale. Verranno successivamente divulgate le proposte o buone pratiche individuate ed elaborate dagli alunni stessi, all'interno dei "laboratori formativi/interculturali".
    
L'attivazione pomeridiana di un "servizio di consulenza psicologica e di mediazione culturale", indirizzato agli adulti: famiglie straniere, famiglie italiane e corpo docente, quale "spazio privilegiato" di riflessione e confronto su tematiche relative alla comunicazione e all'intercultura.
Il Progetto mindm@pping, si concluderà con un seminario aperto alle realtà territoriali, pubbliche e private, volto alla presentazione delle attività progettuali, alla quale seguirà il dibattito e l’analisi dei risultati realizzati. Allo stesso tempo l’adesione all’iniziativa ed il coinvolgimento dei partecipanti (Organi Istituzionali, Comitato di Quartiere, rappresentanza di cittadini immigrati, rappresentanza dell’Istituto Comprensivo Scolastico Statale “Marco Polo” rappresentanza di altri istituti scolastici del quartiere, popolazione locale, ecc.) saranno elementi utili nella valutazione del grado di penetrazione delle attività svolte nel corso del Progetto mindm@pping, dei materiali elaborati e degli strumenti adottati per la loro realizzazione.


"Poche cose hanno fatto più danno della credenza da parte di individui o gruppi (o tribù o Stati o nazioni o Chiese) che lui, o lei, o essi sono i soli possessori della verità, soprattutto riguardo a come vivere, che cosa essere e fare - e che chi la pensa diversamente non solo sbaglia, ma è un malvagio o un pazzo, e bisogna rinchiuderlo o eliminarlo. E’ una terribile e pericolosa arroganza credere che siamo i soli ad avere ragione, che abbiamo un occhio magico che vede la verità, e che gli altri, per il solo fatto che dissentono, non possono avere ragione. Questa arroganza ci rende certi che esiste una sola meta, una e una sola per la nostra nazione o Chiesa o per l’intera umanità, e che qualunque ammontare di sofferenza (specie se a soffrire sono gli altri) è giustificato, purché la meta sia raggiunta…" (Isaiah Berlin)

Isaiah Berlin, “Appunti sul pregiudizio” in AA.VV. Adelphiana. Pubblicazione permanente, Adelphi, Milano, 2002

Presentazione

A Roma non mancano i segni del multiculturalismo e del plurilinguismo introdotti dall’immigrazione, ma oggi è necessario attivare uno sforzo maggiore da parte di tutti, proponendo e sostenendo percorsi concreti di integrazione e, nello stesso tempo, vigilando per prevenire fenomeni di devianza.

Cambiano gli immigrati, che rivedono radicalmente i loro progetti migratori, ma anche la città ha vissuto e vive mutamenti antropologici positivi.

Il progetto Mindm@pping rappresenta certamente una goccia nel mare di problemi e di impegni messi in atto da tutti gli attori del sociale e delle istituzioni. La dimensione ridotta, però, non impedisce che il progetto faccia emergere alcuni aspetti caratteristici della “questione immigrati” nella Città.

Il Progetto

Sotto il profilo strutturale, il progetto si presenta con una chiara linearità logica che, partendo dalla condivisione di informazioni qualificate e strutturate sull’immigrazione e sulla sua storia, arriva a ritrovare, nella memoria dei singoli e delle loro famiglie e nei loro comportamenti quotidiani, gli echi ed i riflessi culturali del pregiudizio e del punto di vista soggettivo.

Dal punto di vista metodologico, l’attività degli esperti esterni si è saldata solidamente con l’azione educativa dei docenti e questa coesione dice chiaramente che il progetto ha fatto presa nelle classi. L’attività di condivisione delle informazioni ed il ricorso alle esperienze personali ha consentito, progressivamente, la crescita della partecipazione attiva da parte degli alunni.

Dal punto di vista delle attività didattiche, sia sotto il profilo dei tempi e delle forme organizzative, sia sotto il profilo dei contenuti, la relazione partecipativa messa in atto dai docenti e dagli esperti esterni ha consentito uno svolgimento molto regolare e strutturato del piano di lavoro concordato.

Per sostenere l’attività di monitoraggio, abbiamo ritenuto rilevante verificare presso le famiglie la risonanza e le opinioni tanto sul problema immigrazione, quanto sul progetto. Dopo aver redatto un questionario strutturato breve, lo abbiamo sottoposto ad alcuni membri del Consiglio di Istituto. Alle stesse persone è stato sottoposto un secondo questionario al termine delle attività didattiche, al fine di rilevare eventuali cambiamenti dei punti di vista.
Le attività di consulenza si sono concentrate su un numero ridotto di casi, che sono stati seguiti con molta attenzione e partecipazione anche da parte dei docenti coinvolti. La collocazione fisica di questa parte dell’attività nel plesso della scuola elementare ha reso più difficile la partecipazione delle famiglie, mentre negli incontri con i singoli studenti sono state espresse diverse richieste di informazione e consulenza.

Riflessioni

Il progetto mette in moto molte riflessioni anche da parte di famiglie, istituzioni locali, cittadini, associazionismo, ecc... Quando si affrontano tematiche di grande complessità, non basta affidarsi al semplice buon senso o basarsi su impressioni superficiali. Per favorire il superamento di un atteggiamento superficiale, che ha causato e può continuare a causare gravi inconvenienti, è necessario agire su tre leve: conoscenza, mediazione culturale e prevenzione.

La domanda fondamentale rimane sempre la stessa: gli immigrati sono un problema o una risorsa? Molti sono portati a inquadrarli in maniera negativa e a considerarli, specie in questa difficile congiuntura, la causa prevalente dei propri disagi.

Se vogliamo perseguire l’obiettivo di fare in modo che l’Europa diventi un’area di libertà, sicurezza e giustizia, dobbiamo sconfiggere l’idea della corrispondenza automatica tra aumento dell’immigrazione e aumento della delinquenza. Convinzione, questa, dura a morire.
Lo sforzo congiunto delle istituzioni e della società civile contribuirà, nel tempo, a superare lo stato di malanimo nei confronti degli immigrati e a favorire una politica di accoglienza e di convivenza da difendere con rigore assoluto nei confronti di quanti non si comportano bene.

In questa direzione, moltissimo è già stato fatto, ma troppo spesso l’investimento in informazione è stato limitato nel tempo ed ha esaurito in breve tempo la sua carica positiva.
Occorre patrimonializzare le esperienze di qualità e renderle costantemente disponibili nei molti luoghi della vita quotidiana degli immigrati e delle comunità locali.

Nelle pagine successive sono illustrati alcuni dei tanti lavori realizzati dagli studenti delle classi coinvolte, che con il loro entusiasmo e creatività hanno contribuito alla riuscita del progetto.

Poster realizzati dagli alunni della Classe II A, B, C e D 9
Progetto finanziato con il fondo per l’inclusione sociale degli immigrati


Progetto di sensibilizzazione finalizzato al contrasto dei fenomeni discriminatori, di bullismo e di razzismo, al rispetto delle diversità e al dialogo interculturale tra
famiglie italiane e straniere.
Back
Next
Solo a pensare….
“Che sarei io senza te”!
se non ci fossero ostacoli,
non potremmo superarli,
se non ci fosse la perfezione,
non potremmo provare a raggiungerla,
se non ci fosse l’AMORE
non ci sarebbe più nessuno,
se non ci fosse l’odio
non ci sarebbe la pace;
se non ci fossi tu…
l’amicizia non avrebbe più senso!
DANILA

“VITA”
Vorrei fondermi
nei colori del tramonto
per esplorare lo splendore di quei luoghi.
Nei dorsi di colli e cieli
riflettersi…
Terre straniere visitare,
tutte le strade camminare!
Vedere le diversità,
fondermi con le altre culture
scoprendo realtà future…
SARA

“COME SPIGHE” 
Quando guardiamo il mondo
dall’alto,
non possiamo sapere cosa succede;
io, vedo la vita di tutti i giorni, un quarto di
miglio alla volta…
perché non importa se sei nero, o
bianco
l’importante è il colore del cuore;
immaginare il mondo di uguali
diritti e doveri
non è un sogno
ma una realtà da vivere nella vita
perché tu fai parte del mondo
e non importa cosa giudica l’altra
gente!
Osservando un campo di grano
possiamo ammirare un’infinita
quantità di spighe
ognuna di loro è una di noi!
Non esistono spighe nere, o rosa
ma tutte uguali, la diversità
non esiste…
Nel cuore delle persone che hanno
“sentimenti”!
  ALESSIO.
“VITA”
E’ un giorno di sole
i rami del ciliegio
rinfrescano l’erba che lo circonda
e tutti i suoi fiori
così belli e freschi
mi fanno quasi ricordare
la brezza leggera delle onde sulla riva!...
Il sole lancia i suoi raggi come frecce
e gli occhi cercano di intravedere
un qualcosa di immateriale
un qualcosa di astratto,
ma allo stesso istante
concreto: sensazione,
paura, incertezza…
mi chiedo cosa mai possa essere…
e intanto intorno a me
un’atmosfera di colori
mi avvolge in una sola
unica emozione: LA VITA….
Latif e Sara mi hanno fatto capire
questo! 
LUDOVICA

“IL MONDO”
Il nostro mondo
è grande e profondo!
La diversità lo divide
in stelle infinite
in piccoli pezzi
tutti un po’ pazzi!
Le difficoltà si superano
con dignità;
c’è chi ha paura
di ogni avventura,
c’è anche il bullismo
come il razzismo,
fare del male
alla gente normale!
Il mondo è rotondo
Bello e profondo,
le persone che ci vivono
cattive sono?
Questo non so
ma spero di no!
Io voglio cambiare
con il mondo vorrei volare,
vorrei capire com’è fatto
e renderlo più matto
di quanto ora già è….
Ci siamo chiesti il “perché”?! 
JASMINE
Poesie realizzate dagli alunni della classe II A, B, C e D L’AMICIZIA”
HELP Soc. Cooperativa Sociale
Invita a partecipare alle riflessioni finali sul progetto


il 6 ottobre 2009 dalle ore 10,00

presso a.s.d. POLISPORTIVA BORGHESIANA Via Lentini SNC
Un progetto di sensibilizzazione finalizzato al contrasto dei fenomeni discriminatori, di bullismo e di razzismo, al rispetto delle diversità e al dialogo interculturale tra famiglie italiane e straniere.


Seminario
Ore 10.00  Inizio dei Lavori

Romano Mazzone Presidente della H.E.L.P. Soc. Coop. Sociale: Presentazione e obiettivi del Progetto”Mindm@pping

Intermezzo MUSICALE

Sara Valeri Psicologa:
Laboratorio formativo/interculturale e Servizio di consulenza psicologica e di mediazione

Latif Al Saadi Mediatore Culturale:
Riflessioni Interculturali sull’attività del Progetto”Mindm@pping

Intermezzo MUSICALE

Andreina Vellusi Docente :
La visione dell’Istituto Scolastico “Marco Polo” sul Progetto”Mindm@pping

Ore 11:00 Coffe Break

Ore 11.30 Ripresa dei Lavori
Enzo A. Becchetti Esperto di Comunicazione:
Monitoraggio dell’attività del Progetto”Mindm@pping

Augusto Biondi Consulente Senior:
Monitoraggio, una visione generale sul Progetto”Mindm@pping

Ore 12.00  Dibattito

Ore  13.00  Carla Mastroddi Preside dell’Istituto scolastico “Marco Polo”:

Conclusioni
Roma 6 ottobre 2009-10-06

Presentazione del Seminario Mindm@pping
Romano Mazzone, Presidente della H.E.L.P. Soc. Cooperativa Sociale

Gentili Signori e Signore,
rappresentanti delle Istituzioni, della scuola e della società civile,
Vi ringrazio sentitamente per la vostra presenza qui oggi, che conclude un percorso progettuale iniziato oltre un anno fa.
L’idea progettuale di Mindm@pping è nata da alcune nostre riflessioni condotte dopo la preziosa esperienza di formazione di un piccolo gruppo di Mediatori Cultural Professionali, attività realizzata con il finanziamento ed il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Roma.
Nel corso di quell’esperienza ragionammo molto sul tema delle mappe mentali e su come la costruzione di queste “zone del pensiero” influisca sui nostri comportamenti quotidiani, spesso molto al di là delle nostre intenzioni.
Negli ultimi 20 anni la nostra società si è enormemente allargata ed arricchita. Basta guardare al nostro vocabolario quotidiano. Chi di noi sapeva com’era fatto e che gusto aveva il Kebab, alla fine del secolo scorso? Chi di noi si preoccupava della questione del velo islamico nelle classi scolastiche? Chi di noi sapeva dov’è Nassirya?
Basta guardare al nostro abbigliamento ed a quello dei nostri figli, o alle tecnologie che ci accompagnano ogni giorno, in maniera irreversibile. I media hanno trasportato in giro per il mondo modelli, mode, modi di dire, muoversi, ascoltare la musica. Hanno portato dappertutto, o quasi, linguaggi e comportamenti nuovi.
Certo, non tutto quello che è nuovo è necessariamente migliore di ciò che lo precedeva. Lo ha detto Alessandro Manzoni ed io lo sottoscrivo pienamente.
Però non si può nemmeno rifiutare tutto il nuovo per difendere la presunta purezza del passato. In nessun passato risiede il meglio.
L’età dell’oro è il mito più diffuso nella letteratura umana. Un mito, appunto. Abbellito ed addolcito dalla distanza.
Perché la nostra attenzione si è fermata sul fenomeno delle mappe mentali? Voglio provare a chiarirlo facendo un test. Ora vi leggerò un passo e poi vi chiederò di attribuirlo, indovinando, fra tre ipotesi, chi ha scritto queste parole:
“Non nutro più alcuna speranza per il futuro del nostro popolo se il futuro deve dipendere dalla gioventù superficiale di oggi. Perché questa gioventù è senza dubbio insopportabile, irriguardosa e saputa. Quando ero giovane mi sono state insegnate le buone maniere e il rispetto per i genitori. La gioventù di oggi vuole sempre dire la sua, è sfacciata e maleducata.”

    1. un insegnante della vostra scuola media in occasione del voto di condotta negli ultimi scrutini;
    2. un genitore del Consiglio di Istituto del Liceo Pertini di Tor Bella Monaca;
    3. il Presidente della Camera, dopo un incontro con gli studenti di una scuola superiore romana.
Nessuno dei tre. Sono parole di un grandissimo poeta e filosofo greco, di nome Esiodo, che le ha scritte 2710 fa.
Nelle sue mappe mentali i giovani che vedeva intorno a sé erano la negazione di ogni logica, di ogni educazione, di ogni relazione corretta.

I nostri pregiudizi, i nostri punti di vista, i nostri stessi sentimenti sono relativi, debbono necessariamente essere messi al confronto con altri, diversi.
Dobbiamo mediare, dobbiamo imparare a scegliere il buono che viene dalla contemporaneità ed integrarlo nella nostra tradizione, nelle abitudini, nelle leggi e nei comportamenti umani e sociali.
Dobbiamo imparare a modificare i confini delle nostre mappe mentali, renderli più permeabili e flessibili.
Dobbiamo imparare a diffidare dei rifiuti pregiudiziali, delle paure, delle barriere.
Per farlo, dobbiamo restituire agli altri la loro legittimità.
L’attività che abbiamo svolto nella vostra Scuola Media è stata finalizzata al contrasto dei fenomeni discriminatori di bullismo e di razzismo ed alla promozione del rispetto delle diversità.
Per raggiungere gli obiettivi generali del progetto esperti esterni e docenti hanno affrontato, insieme agli alunni delle seconde classi, la tematica dei pregiudizi, alla base dei fenomeni discriminatori (non solo bullismo e razzismo, ma anche discriminazione di genere, culturale, sociale, ecc.).

Attraverso il progetto volevamo:

1.individuare e catalogare i pregiudizi più diffusi, che accomunano e/o differenziano gli studenti coinvolti nel progetto;
2.offrire ad un campione di studenti delle seconde classi un’esperienza educativa orientata all’interculturalità;
3.promuovere soluzioni creative di buone pratiche individuate dagli studenti stessi e favorirne la loro divulgazione;
4.divulgare nel territorio, attraverso le reti formali ed informali, comprese le tecnologie TLC, il Progetto ed i risultati ottenuti per valutarne il valore aggiunto sotto il profilo della cultura della convivenza.

Di come si è mosso e si è dipanato il percorso del progetto parleranno altri, nel corso della mattinata.
A me, che vivo da molto tempo una condizione di diversità quotidiana, premeva richiamare la vostra attenzione sulla diversità, vera o presunta, che vive intorno a ciascuno di noi. Questa diversità può trasformarsi in una nuova ricchezza o in nuovi ostacoli, barriere, distanze.
Basta pochissimo per trasformare una persona diversa da noi in un nemico o in un amico.
Dai materiali prodotti nel corso dell’attività, ricordo di aver letto una lettera scritta da un alunno ad un suo compagno di classe che ha la pelle di un colore differente. In quella lettera c’era tutta la difficoltà di accettare la diversità, ma c’era anche una ventata di speranza e fiducia, qualcosa che ha cambiato l’atteggiamento, il punto di vista, il comportamento di quell’alunno, aprendolo ad un’amicizia nuova.
Siamo sempre noi a decidere e nessun altro lo può fare al nostro posto.
Se pure quello fosse il solo cambiamento che il nostro progetto ha prodotto in tutta la scuola (ed io non credo che sia così), allora sarebbe comunque valsa la pena di realizzarlo.
Mahatma Gandhi, che di fede e intelligenza se ne intendeva, ci ha detto:
Se vogliamo vincere la nostra battaglia, dobbiamo essere noi stessi i primi testimoni convinti della trasformazione che vogliamo vedere realizzata nel mondo che ci circonda.
Perché quello che facciamo è soltanto una goccia nell'oceano, ma se non ci fosse, quella goccia all'Oceano mancherebbe.
Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato a Mindm@pping, dalla Preside ai docenti, dai genitori agli alunni ed al personale della scuola.
Spero che avremo ancora occasione di lavorare insieme ed ora lascio la parola ai nostri esperti.
Il Progetto Dialogando
Progetto Finanziato dal Piano Provinciale 2006 delle azioni e degli interventi per l'integrazione della popolazione immigrata, ai sensi del Decreto Legislativo 286/98.
Dialogando” è un progetto volto a promuovere l’avvio o il consolidamento delle associazioni di immigrati e delle relazioni fra queste ultime, le associazioni di cittadini italiani e le Istituzioni, ovvero favorire l’individuazione e l’emersione delle comunità e dei gruppi di interesse della popolazione straniera, per poi sostenere l’avvio o il consolidamento dell’associazionismo di rappresentanza, perno di qualsiasi attività negoziale.
Si tratta, a nostro avviso, dei passi preliminari per uscire dalla logica dell’emergenza e per arrivare ad una politica dell’ospitalità condivisa, sia sul fronte degli immigrati sia su quello dei cittadini italiani e delle istituzioni di governo locale.
Attraverso il dialogo ed il confronto, i rappresentanti delle comunità e delle associazioni di immigrati, i rappresentanti delle comunità e delle associazioni di cittadini italiani, i referenti delle istituzioni locali, saranno chiamati a partecipare alla nostra azione, sperimentando modelli di dialogo e negoziazione necessari per dare ordine e certezza al rapporto tra popolazioni diverse, residenti nello stesso territorio.
Le comunità etniche immigrate hanno bisogno di ridefinire la propria identità anche attraverso il proprio modello esplicito di relazione verso la comunità ospitante, come contributo alla convivenza pacifica e sicura ed all’equilibrio, per giungere alla condivisione delle regole ed alla partecipazione, a pieno diritto, alla costruzione del clima sociale.
1.La comunità ospitante, dal suo canto, ha bisogno di ridefinire il proprio progetto di sviluppo, a partire dalla     modificazione dei fattori economici e sociali che hanno messo in moto le trasformazioni più radicali, tra le quali le correnti migratorie hanno grande parte. Quando il mercato del lavoro cerca braccia, sul piano sociale arrivano delle persone.
L’ambito territoriale prescelto per il nostro Progetto è l’VIII municipio del Comune di Roma.
La scelta di operare all’interno di questo territorio è dettata dalla diffusa presenza di cittadini stranieri residenti.
Dall’Osservatorio Romano sulle Migrazioni si evince che la popolazione straniera all’interno dell’VIII municipio raggiunge le 18.000 unità, con un incidenza pari all’8,8%, rappresentando, sui 20 municipi della Capitale, l’ottavo territorio per incidenza di cittadini stranieri. Se però osserviamo il numero degli stranieri residenti, in valori assoluti, possiamo notare come l’VIII municipio sia il 3° per presenza straniera. Questo aspetto evidenzia l’alta densità della popolazione generale (205.000 unità circa) presente in questo municipio.
L’intera iniziativa parte dalla somministrazione di questionari elaborati ad hoc, ai rappresentanti delle comunità e delle associazioni di immigrati, ai rappresentanti delle comunità, gruppi e associazioni di italiani, ai referenti istituzionali.
L’intento è quello di ottenere informazioni utili alla predisposizione dei focus group sui tre temi critici identificati come “hard core” del progetto: sicurezza, regole, patto sociale.
Il Progetto Dialogando , si è concluso con un seminario aperto alle realtà territoriali, pubbliche e private, volto alla presentazione delle attività progettuali, alla quale seguirà il dibattito e l’analisi dei risultati realizzati. Allo stesso tempo l’adesione all’iniziativa ed il coinvolgimento dei partecipanti (Organi Istituzionali, rappresentanza di cittadini immigrati, , popolazione locale, ecc.) saranno elementi utili nella valutazione del grado di penetrazione delle attività svolte nel corso del Progetto Dialogando , dei materiali elaborati e degli strumenti adottati per la loro realizzazione.
Progetto Finanziato dal Piano Provinciale 2006 delle azioni e degli interventi per l'integrazione della popolazione immigrata, ai sensi del Decreto Legislativo 286/98.
“Dialogando” è un progetto volto a: consolidare la capacità di rappresentanza delle leadership, delle comunità e delle associazioni di immigrati; costruire insieme modelli di relazione fra immigrati e cittadini italiani; dotare le rappresentanze sociali e le Istituzioni di strumenti negoziali per garantire serenità e sicurezza a tutti i cittadini.
“Solo tra uomini liberi ci può essere negoziato” Nelson Mandela

I tre obiettivi del Progetto
Il progetto Dialogando intende contribuire attivamente al processo di elaborazione delle strategie più efficaci per promuovere l’avvio o il consolidamento delle associazioni di immigrati e delle relazioni fra queste ultime, le associazioni di cittadini italiani e le istituzioni, ovvero favorire l’individuazione e l’emersione delle comunità e dei gruppi di interesse della popolazione straniera, per poi sostenere l’avvio e/o il consolidamento dell’associazionismo di rappresentanza, perno di qualsiasi attività negoziale.
Il progetto Dialogando ha tre obiettivi principali:
1.
sperimentare modalità innovativedi relazione tra rappresentanze delle comunità e delle etnie ospiti e quelle residenti, per mettere a punto un progetto di convivenza condiviso;
2.
evidenziare gli ostacoli ed i problemi di comunicazione che si interpongono fra i gruppi sociali, per definire un primo “vocabolario unico della cittadinanza” che consenta di condividere senso e significato del sistema dei diritti e dei doveri all’interno del quale tutti i soggetti si muovono;
3.
rafforzare la capacità di rappresentanza, di relazione e di progetto delle comunità etniche presenti nel territorio, per facilitare il confronto ed il dialogo sociale.
Attualmente, nel territorio romano il diritto alla rappresentanza si manifesta in tre forme:
1.
la rappresentanza informale;
2.
la rappresentanza formale attraverso l’elezione di quattro Consiglieri Aggiunti nel Consiglio Comunale (prima elezione nel 2004, seconda nel 2007) e di un Consigliere Aggiunto per ognuno dei 20 Municipi;
3.
la rappresentanza formale attraverso la Consulta Cittadina per la rappresentanza delle Comunità Straniere.
4.
La rappresentanza informale è quella che le singole comunità hanno costituito spontaneamente nei diversi territori e che si esplicita in azioni locali di mediazione, di proposta o richiesta su problemi di carattere congiunturale.
Si tratta di modelli elementari, basati sulla presenza di una leadership gerarchicamente e storicamente riconosciuta (per la comunità ospitata) e di una autorità riconosciuta (Pubblici Ufficiali, Forze di Sicurezza, Istituzioni locali, Scuola, Chiesa) sul versante della comunità ospitante. Il carattere spontaneo e congiunturale descrive più una capacità di rappresentazione dei problemi e delle esigenze elementari dellecomunità locali, piuttosto che una forma evoluta e moderna di rappresentanza degli interessi generali, che comporta sicuramente anche una certa capacità di partecipazione attiva all’insieme delle attività locali di rilevanza sociale.
La rappresentanza formale che si esprime attraverso la presenza di quattro consiglieri nel Consiglio Comunale e di un Consigliere per ognuno dei 20 Municipi (tutti eletti dal voto dei cittadini stranieri residenti a Roma) è un’esperienza pilota avviata nel 2004 e proseguita con il secondo mandato elettorale iniziato nel 2007. Dovendo rappresentare oltre 200 presenze etniche rilevanti, la scelta è stata quella di riferirsi a quattro macroaree geopolitiche: Asia, Europa non comunitaria, Africa, Americhe, ciascuna rappresentata da un Consigliere eletto a suffragio universale dai cittadini di nazionalità straniera non comunitaria residenti a Roma o domiciliati nella città per ragioni di studio o di lavoro.
Il terzo livello di rappresentanza è quello espresso attraverso la Consulta: “I Rappresentanti delle 30 maggiori comunità nazionali partecipanti al voto sono raccolti nella Consulta, la cui Assemblea ha il compito di mediare, omogeneizzare e organizzare le singole e diverse richieste delle varie comunità straniere, in modo che esse assumano un significato e una valenza cittadina e come tali vengano presentate agli organi politici dell’Amministrazione.”(fonte: http://www.romamultietnica.it)

L‘esperienza di questi anni ha reso evidente il fatto che:
l Progetto Dialogando, a partire dalla somministrazione di questionari elaborati ad hoc e proposti ai rappresentanti del sociale (comunità e associazioni di immigrati, rappresentanti delle comunità etniche ed etnico religiose, gruppi e associazioni di italiani, referenti istituzionali), ci ha consentito di raggiungere dei risultati rilevanti sotto il profilo delle strategie di integrazione sui tre temi critici identificati come “hard core” del progetto: sicurezza, regole, patto sociale e sui loro riflessi primari: la consapevolezza e la legittimazione della diversità.
Sul tema delle modalità innovative di relazione l’esperienza fatta attraverso i focus ha dimostrato che questo strumento rappresenta il modo più flessibile per affrontare tematiche complesse, soprattutto in presenza di ostacoli linguistici. La presenza di un Mediatore Culturale Professionale nei focus è fondamentale per garantire una piena agibilità della discussione.
Sul tema del “vocabolario unico della cittadinanza” è risultato evidente a tutti i partecipanti che il diritto di voto rappresenta la chiave di volta per stabilire criteri di pari dignità in ogni fase della vita di relazione tra singoli e tra comunità. Non esiste cittadinanza senza la possibilità di esprimere il proprio voto.
Sul tema della capacità di rappresentanza, sono emersi due elementi critici:
a) da un lato la società civile locale non è più rappresentabile con gli schemi retorici della partecipazione allargata tipica degli anni '70. Le forme della partecipazione sociale e politica si sono trasformate profondamente, seguendo la linea tracciata dall'evoluzione delle rappresentanze politiche. Le presenze sul territorio si sono diradate, mentre sono diventati più efficienti i sistemi di raccolta dei consensi e la composizione di gruppi di progetto e gruppi di interesse, spesso monotematici e privi della  necessaria capacità di visione generale;
b) dall'altro lato, è risultato evidente che le forme associative e di rappresentanza sono estremamente diverse tre le etnie presenti sul territorio e non è detto che alla presenza fisica di rappresentanti corrisponda un'attività sociale, politica e culturale così come viene intesa nel contesto occidentale.
Certamente tra i modelli culturali centroamericani, quelli europei orientali e quelli africani passa una distanza maggiore di quella che esiste, ad esempio, fra i centroamericani e gli europei occidentali.
Questo significa, inoltre, che la scala delle priorità cambia a seconda dei diversi gruppi etnici e dei diversi progetti migratori. La rappresentanza politica non rientra sempre nell’arco delle priorità di primo livello che, invece, in molti casi, sono fortemente legate agli elementi chiave della sopravvivenza (lavoro, tetto, sicurezza).
Infine, proprio a Roma l’arco delle etnie rappresentate è particolarmente ampio e il Municipio VIII riflette in pieno questa varietà.
Ecco perché la capacità di rappresentanza del Consigliere Aggiunto risulta particolarmente critica, dovendo intrattenere rapporti con una grande molteplicità di soggetti, magari dotati di coesione sociale al proprio interno ma non sempre organizzati e non sempre culturalmente orientati alle forme occidentali di relazione politica e culturale.


Risultati attesi dal Progetto

I risultati previsti dal progetto Dialogando sono stati nel loro complesso raggiunti.
Le attività realizzate nel corso del progetto Dialogando hanno avuto come destinatari diretti i rappresentanti delle comunità e delle associazioni di immigrati, i rappresentanti delle comunità, gruppi e associazioni di italiani ed i referenti delle amministrazioni locali coinvolti attivamente nelle diverse fasi del progetto.
Attraverso la partecipazione diretta ai focus group, alle diverse componenti è stata data l’opportunità di:
Nel progetto sono stati toccati destinatari indiretti, quali:
1.
condividere idee propositive per una migliore fruibilità dei servizi da parte dei cittadini immigrati ed italiani;
2.
sperimentare attivamente una modalità comunicativa efficace per lo svolgimento del dialogo e al confronto interculturale (focus group);
3.
rendere operativamente concreta la possibilità di intessere una rete di relazioni tra soggetti diversi (associazioni, operatori economici e culturali, ecc.), per avviare relazioni di confronto e reciproco scambio di conoscenze.
1.
gli organismi di carattere spontaneo non bastano a far crescere la capacità di rappresentanza delle comunità locali. L’innesco, sul piano concreto, dovrebbe essere fondato sulla continuità e sulla generalità dell’intervento, superando il limite congiunturale per entrare in contatto sul piano strutturale con la comunità ospitante. Questo passaggio comporta, da parte delle comunità ospiti, l’adozione di modelli e meccanismi di rappresentanza comparabili con quelli vigenti nella comunità ospitante, quindi fortemente ancorati sul piano giuridico, piuttosto che su quello etnico o etnico religioso; non a caso, proprio le comunità religiose sono quelle che incontrano maggiori difficoltà nella gestione del dialogo interculturale;
2.
gli organismi di carattere elettivo hanno un grande valore sul piano storico, culturale e simbolico, ma non hanno presa sul piano concreto. L’ineliminabile distanza (culturale, etnica, linguistica) tra i quattro eletti e l’articolazione dei rispettivi bacini elettorali crea immediatamente una situazione di difficoltà estrema nella semplice raccolta delle esigenze, delle richieste e delle priorità.
1.
le comunità e le associazioni di immigrati, le comunità, i gruppi e le associazioni di italiani e le amministrazioni locali coinvolte tramite i loro rappresentanti ed i loro referenti alle attività del progetto;
2.
gli utenti (visitatori) del sito web immiweb.org, poiché all’interno del sito è stata aperta un’apposita sezione nella quale sono state illustrate le attività del progetto Dialogando;
3.
la popolazione locale, in particolare gli abitanti dell’VIII Municipio, ai quali è stato espressamente rivolto l’invito a partecipare al seminario di fine progetto;
4.
gli organi istituzionali, ai quali è stato illustrato il progetto realizzato ed i risultati raggiunti nel corso di un incontro seminariale svoltosi nella sede istituzionale del Consiglio Municipale.

Provincia di Roma
Dipartimento IX - Servizio
"Immigrazione ed Emigrazione"

Progetto finanziato con il Piano Provinciale 2006 delle azioni e degli interventi per l'integrazione della popolazione immigrata
Decreto Legislativo 286/98
PROGETTO
Dialogando
Sala del Consiglio - Municipio “Le Torri” Roma
Seminario Conclusivo
Roma, 18 maggio 2010
PROGRAMMA: Ore 17.00  Inizio dei Lavori

PRESENTAZIONE DELLA RICERCA
Romano Mazzone - Presidente della H.E.L.P. Soc. Coop. Sociale
Gli obiettivi e gli strumenti, il percorso di ricerca

I PRINCIPALI RISULTATI

Sara Valeri - Psicologa
Un mondo alla ricerca di relazioni

LE TESI DI FONDO
Enzo A. Becchetti - Ricercatore
I diritti politici di base, il modello dello scambio efficiente

LA PROPOSTA
Latif Al Saadi - Mediatore Culturale
Agire nell’area della prossimità per creare le condizioni di fondo dello scambio aperto
interverranno:
Massimiliano Lorenzotti - Presidente del Municipio VIII “Le Torri” - Roma
Marco Dari - Presidente del Consiglio  Municipio VIII “Le Torri” - Roma
Fabrizio Cremonesi - Vice Presidente del Consiglio / Municipio VIII “Le Torri” - Roma
Oparha Kingsley - Consigliere Aggiunto / Municipio VIII “Le Torri” - Roma
Ugo Melchionda - OIM / International Organization for Migrations
Pilar Saravia - Forum Intercultura / Caritas Roma
Alessandro Paolantoni - Unione Comunità Islamiche in Italia
Giorgio Salerno - Responsabile attività culturali/interculturali / Biblioteca Borghesiana
e i Rappresentanti dell’Associazionismo italiano e straniero del Municipio VIII “Le Torri” - Roma.
Conclude i lavori:
Claudio Cecchini - Ass. alle Politiche Sociali e per la Famiglia e ai Rapporti Istit. della Provincia di Roma
Non sarà l’omologazione delle differenze il futuro dell’umanità, ma la loro convivialità, il loro reciproco riconoscersi e accettarsi, sul fondamento comune della dignità assoluta di ogni persona umana e del diritto di ciascuno all’uguaglianza, formale e sostanziale.
Bruno Forte
Presentazione
Perché LiberaMente, valutazioni e motivazioni
“LiberaMente”
è il nome del progetto, il cui intento è contrastare i processi di emarginazione, marginalizzazione e discriminazione degli stranieri residenti o presenti sul territorio della Provincia di Roma, sostenendo l’inserimento e promuovendo il senso di appartenenza e partecipazione alla vita di comunità.
Nello specifico, le azioni saranno finalizzate a rispondere ai bisogni dei minori stranieri ed a sostenerne i processi di integrazione nel tempo scolastico ed extrascolastico, anche attraverso azioni tese a valorizzare e sostenere la funzione genitoriale.
A differenza di molte altre iniziative che mettono l’accento sull’apparato concettuale costruito intorno al problema dell’immigrazione (diritti e doveri, sistemi di valori, ecc.), il Progetto LiberaMente si propone di intervenire nell’area delle relazioni tra l’individuo (in particolare l’adolescente) ed il suo contesto sociale quotidiano
Insieme alla famiglia, la scuola rappresenta la principale istituzione di socializzazione attraverso la quale passa necessariamente nel suo percorso di crescita l’essere umano. Famiglia e sistema scolastico rappresentano le fondamenta, gli elementi portanti attraverso i quali non solo si costruisce il presente dei giovani, ma anche il loro futuro.
Se da un lato crediamo che per un positivo inserimento scolastico sia importante il generale contesto di accoglienza verso l’immigrazione e le opportunità che la nostra società è in grado di offrire alle famiglie straniere, allo stesso tempo, la conformazione e le caratteristiche del sistema scolastico, a nostro avviso, sono altrettanto rilevanti nel facilitare l’inserimento e l’integrazione degli alunni stranieri all’interno della scuola e, più in generale, nella società italiana.



L’intento del progetto LiberaMente è  quello di affrontare il problema dei pregiudizi, quali precursori dei processi di emarginazione, marginalizzazione e discriminazione, mediante l’attivazione presso le classi di laboratori formativi/interculturali all’interno dei quali, sia possibile per gli alunni acquisire informazioni e competenze utili alla decodifica di comportamenti ed azioni differenti dalle abituali modalità comportamentali e, attraverso un apprendimento esperenziale, acquisire un approccio mentale flessibile, maggiormente propenso all’apertura ed al dialogo interculturale.
Parte integrante del progetto sarà l’attivazione pomeridiana, presso l’edificio scolastico, di un servizio di consulenza psicologica e di mediazione culturale, rivolto ai docenti, ovvero a coloro i quali quotidianamente interagiscono con i ragazzi. Riteniamo importante affiancare ai laboratori formativi/interculturali, il servizio di consulenza psicologica e di mediazione culturale indirizzato agli adulti, quale “strumento”  privilegiato di riflessione e confronto su tematiche relative alla comunicazione e all’intercultura, poiché agire congiuntamente e coerentemente nei confronti di adulti e minori, facilita e rinforza la predisposizione al confronto interculturale.
Il progetto mette in moto molte riflessioni anche da parte di famiglie, istituzioni locali, cittadini, associazionismo, ecc...
Quando si affrontano tematiche di grande complessità, non basta affidarsi al semplice buon senso o basarsi su impressioni superficiali. Per favorire il superamento di un atteggiamento superficiale, che ha causato e può continuare a causare gravi inconvenienti, è necessario agire su tre leve:conoscenza, mediazione culturale e prevenzione.
La domanda fondamentale rimane sempre la stessa: gli immigrati sono un problema o una risorsa? Molti sono portati a inquadrarli in maniera negativa e a considerarli, specie in questa difficile congiuntura, la causa prevalente dei propri disagi.
Se vogliamo perseguire l’obiettivo di fare in modo che l’Europa diventi un’area di libertà, sicurezza e giustizia, dobbiamo sconfiggere l’idea della corrispondenza automatica tra aumento dell’immigrazione e aumento della delinquenza. Convinzione, questa, dura a morire.
Lo sforzo congiunto delle istituzioni e della società civile contribuirà, nel tempo, a superare lo stato di malanimo nei confronti degli immigrati e a favorire una politica di accoglienza e di convivenza da difendere con rigore assoluto nei confronti di quanti non si comportano bene.
In questa direzione, moltissimo è già stato fatto, ma troppo spesso l’investimento in informazione è stato limitato nel tempo ed ha esaurito in breve tempo la sua carica positiva. Occorre patrimonializzare le esperienze di qualità e renderle costantemente disponibili nei molti luoghi della vita quotidiana degli immigrati e delle comunità locali.


Bruno Forte, intervento pubblicato sul Sole 24 Ore, 18 aprile 2009
Progetto di sensibilizzazione finalizzato al contrasto dei processi di emarginazione, marginalizzazione e discriminazione dei minori stranieri nel territorio .
il 26 gennaio 2012 alle ore 17,00
presso il Teatro dell’ Istituto Comprensivo Scolastico Statale “Marco Polo”
Via Paternò, 22 - Municipio VIII - Roma
Progetto di sensibilizzazione finalizzato al contrasto dei processi di
emarginazione, marginalizzazione
e
discriminazione dei minori stranieri nel territorio

Ti guardi le mani,
ti vedi diverso,
speri che un giorno
ti guardano d’un altro verso.
Esci nella strada,
un altro mondo.
Si fermano a guardare
e dietro di te a parlare.
Raul B. II D



Il Pregiudizio
Il neurone a me più caro
Mette in ordine il disparo e il paro.
Allinea mattoni per i miei concerti
tra quelli pensati e quelli detti.
Nel rosso del fuoco dispone la guerra
nel bronzeo appiglio trova la terra,
in un cielo stellato cerca un messaggio,
in un mare in tempesta affonda il coraggio.
Per ogni idea è pronto un cassetto
che si apre soltanto quando la vede allo specchio
Per ogni figura, parola ed oggetto
è pronto un simbolo ed un preconcetto.
Io gliel’ho detto, ma non c’è verso
non sa lavorare in modo diverso.
Un altro neurone,
un po’ diffidente lavora
in modo assai differente,
aspetta ed osserva senza dare sentenze,
cerca di capire al di là delle apparenze
Il primo mi dà una certezza, l’altro un indizio
sta me decidere se è un  pregiudizio.
Silvia P. IID



Uomo straniero
Giri glorioso per il mondo
Vai con la gioia nel cuore,
di fare amicizia con le persone.
Giri per l’Europa
Per le città meravigliose
e sei accolto con onore.
Solo, solo come sei, caro uomo onesto,
lontano dalla famiglia dalla tua casa,
vai a lavorare in paesi lontani,
con sudore ed impegno,
per aiutare i tuoi parenti.
Una volta che torni a casa,
sei contento di abbracciare i tuoi parenti con amore.
N. M. IIB



Il Pregiudizio
Giudicare prima vuol dire sbagliare
E dare un’opinione senza ragionare
Ad una persona che non si ritiene buona,
se poi la conosciamo fino in fondo
scopriamo che in lei c’è qualcosa di profondo.
Si più diventare amici
Molto meglio di essere nemici
Perche conoscere fa bene
per creare una nuova società insieme.
In generale non pre-giudicate
Ma crescete, create e non vi odiate!
Giorgia C. IIB



La Diversità
In questa grande umanità
Ci sono molte diversità.
Chi è bianco, chi nero
Non ne fa un problema vero.
C’è chi parla Italiano Inglese o Francese
Lingue di ogni diverso paese.
Chi è Cinese chi Italiano
Chi è Marocchino chi Napoletano;
ma tutte queste diversità
danno all’uomo altre qualità
Federica C. IIB
Oltre Il Mare …
Oltre il mare c’è
una nuova speranza;
negli occhi un fulmine
a ciel sereno,
che porta lontano
dalla propria terra.

Oltre il mare c’è
la libertà
per tutti quelli che fuggono
dalle lotte e
dalle ingiustizie.

Oltre il mare c’è
una voglia di volare,
nel cielo sereno dopo
una tempesta di sangue.

Oltre il mare c’è una nuova vita,
come un’araba fenice
che rinasce dalle proprie ceneri.
Francesca V. II E





Poesia sulla diversità
Mi guardi con disprezzo,
perché la mia pelle è diversa
perché vendo da un altro paese,
ridi di me perché son diverso.

Ma la diversità qual è?

Il mio cuore batte come il tuo,
rido, piango come fai tu …
La diversità non consiste nelle cose mutevoli,
ma nella bontà, nell’intelligenza.
Si è diversi, ma solo nella grandezza dell’animo.
Da internet Alexandra C. IIE



Poesia Degli Immigrati
Questa è la poesia degli immigrati,
che dal loro paese sono arrivati.
Sono in Italia, in altri paesi
e adesso non devono essere offesi.
Da guerre e istruzione motivati,
per lavoro e guadagni sono sbarcati,
A volte clandestini non autorizzati
su piccole barche non molto attrezzati.
Loro non sono tutti uguali
sono tutti diversi tutti quanti speciali.
Così vi concludo e infine saluto
e spero anche che tutto questo vi sia piaciuto.
Federico II D



Voglio andare per il mondo
pensando in un modo
e tu in un altro.
Apprezzo quello che fai ,
ma voglio restare solo.
Passando per tanti paesi,
senza portare molti pesi.
E spero che un giorno
non sarà solo un grande sogno
ma la realtà.
Grigoras C. I. II B



Immigrare
ti cambia la vita,
vai in un altro paese
e ti crei una ditta.
Non c’è più guerra
tutto è tranquillo, no alle armi
e si sente un Bingo.
Hai vinto, hai vinto.
Sei molto contento.
Una nuova vita
nei peggiori casi una gita.
Raul B. II D
Liberamente
Finanziato dal Piano Provinciale delle azioni e degli interventi per 'integrazione dei cittadini extracomunitari, ai sensi del Decreto Legislativo 286/98 - Anno finanziario 2007
Benvenuti nel sito multilingue dell'immigrazione, dell'ospitalità, dell'integrazione di Roma e Provincia
 
 
Top
 
Back
COOPERATIVA H.E.L.P
Largo Giuseppe Veratti 15/16 00146 Roma
tel. +39 6 455.04111 fax +39 6 9761.5412
Email: coophelp@coophelp.org
Sito Internet: http://www.immiweb.org